Materie prime critiche, il deposito a Porto Marghera. Il ministro Urso e il commissario europeo Séjourné illustrano il progetto

15 giugno 2026
Materie prime critiche, il deposito a Porto Marghera. Il ministro Urso e il commissario europeo Séjourné illustrano il progetto

Venerdì 12 giugno Venezia Heritage Tower è tornata a ospitare l’incontro fra il Ministro delle Imprese Adolfo Urso, le autorità cittadine e portuali. Occasione la visita del vicepresidente della Commissione europea per la Prosperità e la Strategia industriale Stéphane Séjourné: insieme hanno effettuato un sopralluogo nel terreno di 12 ettari messo a disposizione dal Gruppo Eni.

Il proposito è infatti candidare Porto Marghera come uno dei primi  hub europei di stoccaggio delle materie prime critiche previsti dal CRM (Critical Raw Materials) Act dell’Unione europea.

L’Italia è in campo per rafforzare il proprio ruolo nelle nuove catene del valore europee - ha dichiarato il ministro Urso -. Per posizione geografica, infrastrutture e forza manifatturiera, il Nordest può rappresentare una porta d’accesso strategica per le materie prime critiche necessarie all’industria europea. In questo quadro Porto Marghera, insieme agli altri siti, rappresenta una piattaforma logistica e industriale naturale, inserita in un ecosistema già attivo nel riciclo, nella trasformazione e nelle nuove filiere tecnologiche”.

La sovranità europea sulle materie prime critiche si costruisce con azioni concrete - ha dichiarato il Vicepresidente Séjourné -. La candidatura italiana con il progetto pilota mette infrastrutture e competenze nazionali al servizio dell’intera Europa”. 

Il progetto vede una sinergia fra Porto Marghera e gli altri asset logistici e industriali del Nordest, tra cui i porti di Trieste, Ravenna, l’Interporto di Verona e la miniera di dolomia di Tassullo, in Val di Non. Una rete che si colloca al crocevia dei principali corridoi europei e al servizio di una delle aree produttive più importanti d’Europa. 

Noi siamo pronti, contiamo di aprire il cantiere già in ottobre”, ha detto Urso, fiducioso sulla realizzazione del deposito. Nello sviluppo del progetto sono coinvolti anche il Comune di Venezia, la Regione Veneto, l'Autorità portuale e Confindustria.